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Oggi sul mio Blog ho il piacere di ospitare Fabio Bruno che ha dato vita a qualcosa che adoro 🙂

Si tratta di un podcast dedicato a tutte le Startup innovative del Sud Italia e che è stato scelto per il mese di Settembre 2018 perfino da Apple come testimonial del lancio del nuovissimo Apple Watch 4.

Sto parlando di StartMeUp 🙂

Ho deciso di ospitarlo sul sito di rattodichina.com perchè adoro i podcast e sono convinto che sia un ottimo strumento per creare una buona strategia per il tuo blog 🙂

Lascio la parola a Fabio al quale ho fatto un po’ di domande 😉

Fabio, per chi non ti conosce, chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao a tutti,
il mio nome è Fabio Bruno e ormai da qualche anno sono l’autore di Start Me Up, il podcast che parla dell’innovazione tecnologica, sociale e culturale al Sud Italia.

Fabio bruno

Mi piace definirmi un curioso, ma credo sia più corretto definirmi podcaster.

Per chi non conosce questo mondo, ci dici cosa è un podcast e perchè oggi sta avendo un successo pazzesco?

I podcast nascono con iTunes e sono dei file audio che possono essere ascoltati quando e dove si vuole: basta avere una connessione internet e uno strumento che ti permetta di riprodurre il file.

Sono parenti stretti della radio ma ci sono delle differenze strutturali che incidono sul contenuto. Innanzitutto la fruizione: la radio o la senti in un determinato momento o non la senti più, il podcast no. Inoltre chi conduce un programma radio spesso deve far fronte a una tempistica piuttosto serrata: il podcast invece è sempre più un luogo dedicato all’approfondimento.

Questo fa in modo che nei podcast si possa parlare più a lungo e più liberamente.

Queste sono le principali differenze (e le prime che mi vengono in mente) tra radio e podcast. Poi ci sta che la radio utilizzi il podcast per diffondere i propri contenuti: fa parte della potenza di questo straordinario strumento, ma credo sia importante tenere le due cose separate.

Perché il podcast è sempre più diffuso? Innanzitutto perché con l’avanzamento tecnologico è sempre più facile ascoltarli.

E poi proprio perché sono fonte di approfondimento in qualsiasi ambito.

Il pubblico – soprattutto quello più istruito – li trova funzionali per poter apprendere cose nuove mentre si fa altro: qualcosa che con il testo o il video non puoi fare.

Inoltre, il podcast rientra tra i mezzi caldi, quelli cioè che coinvolgono l’orecchio e la voce, da sempre più intimi rispetto agli altri mezzi di comunicazione: si crea inevitabilmente una connessione tra chi parla e ascolta. Se non ci avete mai fatto caso, pensate alla differenza tra sentire una persona cara al telefono e mandarle un messaggio o una mail. Cosa crea più intimità?

Quando hai capito che volevi creare un podcast e diventare podcaster?

Ho sempre avuto un amore per il suono e la radio e sono cresciuto professionalmente in una webradio universitaria.

Quando per vari motivi sono tornato a Messina ho collaborato con alcune radio locali (e con alcune ci collaboro tutt’ora).

Ma mi sono accorto che un po’ per i temi che trattavo e un po’ per il fatto che molte persone mi chiedevano una registrazione perché non riuscivano a sentirmi in diretta, ho deciso che avrei fatto tutto in casa e senza l’intermediazione di un emittente.

Si può fare blogging secondo te con un podcast?

Certo! Anzi, io sono il primo a stupirmi della quantità di argomenti che vengono ogni giorno trattati via podcast da un sacco di persone.

Se si vuole approfondire un argomento, credo sia il mezzo migliore. La cosa da valutare è capire come inserire il podcast nella propria strategia di comunicazione.

Al momento sono poche le persone che fanno solo podcast, proprio perché stiamo parlando di un mondo dove ognuno è l’editore di sé stesso e fondamentalmente incapace al momento di trovare un giusto bilanciamento tra lavoro e guadagno (come tutta l’editoria, del resto). E quindi chi fa podcast o lo fa per accompagnare la propria professione (e quindi come mezzo promozionale) oppure semplicemente per passione.

Quindi, se posso dare un consiglio, secondo me è importante pianificare per bene come voler usare il podcast all’interno della propria strategia di comunicazione.

Cosa ti spinge ogni giorno a investire energie per il tuo podcast

Mi piace. Mi piace parlare con le persone creative in particolare.

E credo di esserci portato. Sono curioso e il microfono è una bella scusa per chiedere senza risultare impiccione o sgarbato.

Si può monetizzare un podcast e se si, tu come fai?

È un mondo che sta venendo fuori piano piano e sta sperimentando diversi modi per sostenersi.
Quello più semplice da immaginare ma al contempo più difficile da realizzare è quello delle sponsorship.

Scegli una nicchia e decidi di trovare un prodotto che a quella nicchia interessa. Come tutte le strade semplici da immaginare è ricca di insidie e ostacoli: non è impossibile, ma chi decide di intraprenderla deve essere pronto a tutto.

Da qualche mese alcune piattaforme ti danno la possibilità di monetizzare in base agli ascolti che fai. È un sistema piuttosto complesso, ma funziona abbastanza bene.
Io conosco quello di Spreaker, ma so che altre piattaforme lo attuano. Credo però che quello di Spreaker sia l’unico in funzione in Italia al momento (ma non ci giurerei).

Poi c’è il sostegno da parte dei tuoi ascoltatori: molte piattaforme ti permettono di ricevere dei soldi dai tuoi ascoltatori. La più famosa è Patreon che ha messo in piedi un sistema basato su pagamenti e ricompense che spesso funziona. In questo caso per le donazioni puoi usare Paypal o Satispay. Chi percorre questa strada deve creare contenuti di valore affinché la gente paghi. È questa la vera sfida.

E infine c’è la strada dell’editore. Dietro alcuni podcast di successo ci sono spesso grosse fondazioni o grossi sponsor che decidono di investire in un podcast. Non ci sono tantissimi casi, ma non è detto che non possa accadere. Infine, da qualche mese ha fatto il suo debutto audible, la piattaforma di amazon dedicata ai podcast e agli audiolibri. La novità rispetto agli altri player è che per accedere al catalogo l’ascoltatore deve pagare una fee mensile. Non conosco casi diretti, ma credo che chi produce per questa piattaforma riceva un compenso.

Io al momento sono alla ricerca di sponsor e accetto donazioni tramite Patreon e Satispay, nel caso qualcuno fosse interessato…

E’ vero che il tuo podcast è stato scelto come testimonial per il lancio di Apple Watch 4?

Si, si, confermo. E qualcuno ricorda Start Me Up solo per questo, eheheheh 😀

Sono stato sul loro sito per tutto il mese di settembre 2018 ed è stata una bella sensazione. Chissà, se in futuro ci saranno altre occasioni…

Quali suggerimenti daresti a chi vuole cominciare l’attività di podcaster?

Oltre a quelli sparsi qui e lì nelle varie risposte precedenti, io raccomanderei solo una cosa: ascoltare quanta più radio di parola possibile.

Cioè programmi in radio o in podcast (possibilmente in inglese) in cui si parla: solo così una persona si rende conto di ciò che vuole fare e comprende i meccanismi della comunicazione verbale.

Naturalmente questo è un discorso che vale anche verso sé stessi: una volta che avete iniziato, ascoltate ciò che fate e cercate di capire cosa sbagliate e quali sono i vostri punti di forza: è l’unico modo per crescere.

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